INTRODUZIONE
Il mal di schiena non specifico è il tipo più comune di dolore muscoloscheletrico con una prevalenza di una volta nella vita fino al 90%, e di particolare rilevanza nei paesi industrializzati. La prevalenza varia tra il 30 e il 50%, a seconda dell'età e del sesso. Quando ci si concentra solo sugli atleti competitivi di elite, i risultati effettivi della ricerca stimano la prevalenza di una volta nella vita al 60% e la prevalenza al 18%. Proprio come nella popolazione generale, le prevalenze variano negli atleti, a seconda dello specifico sport, dell'età o del sesso.
Deficit neuromuscolari e strutturali, per lo più accompagnati da fattori psicologici o sociali ( 'bandiere gialle') [fattori di rischio], sono noti sia per l'insorgenza sia per la cronicizzazione di una lombalgia non specifica. L'intervento deve essere orientato alla causa del problema, con un prezioso focus su questi fattori e sul dolore alla schiena, che sono sempre più rilevanti nella prevenzione (secondaria) e nella terapia stessa. Gli approcci terapeutici basati sull'evidenza sono cambiati e non sono più solamente reattivi passivi ma attivi multidisciplinari con una grande parte dedicata all'attività fisica. Tuttavia, l'evidenza dell'efficacia dell'attività fisica nella terapia del dolore non specifico della schiena è contraddittoria. Una recente meta-analisi indica che l'attività fisica abbia effetti positivi nella terapia del dolore non specifico alla schiena. Inoltre, gli autori mostrano che allenare la coordinazione e la stabilizzazione abbia un effetto positivo sulle carenze sensoriali. L'ultima revisione di Cochrane fornisce tuttavia solo prove di qualità bassa e moderata che l'allenamento isolato del controllo motorio sia in grado di migliorare il dolore nel breve, medio o lungo termine. Gli autori concludono che manca ancora una prova definitiva per l'efficacia dell'esercizio di controllo motorio sui fattori funzionali rilevanti come la cinematica, la forza, il controllo posturale e il dolore.